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La Tradizione Cooperativa d’arte balsamica?

Il “Tradizionale” è una squisita opera d’arte della gastronomia. LA TRADIZIONE è una cooperativa composta da 30 “artigiani del Balsamico” che seguono i segreti tramandati di padre in figlio e curano con amore la maturazione del “Tradizionale”, imparando così “l’arte balsamica”.

In un negozio, tra tanti aceti balsamici che cosa contraddistingue anche visivamente l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena?

La bottiglia. L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena può essere imbottigliato ESCLUSIVAMENTE nell’unica e inconfondibile bottiglietta da 100ml disegnata da Giugiaro che ricorda le tradizionali ampolle usate in acetaia. Questa bottiglia è la stessa per tutti i produttori di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. La forma, insieme al sigillo D.O.P. riconosciuto dalla Comunità Europea e la parola “TRADIZIONALE” identificano questo prodotto di pregio.

La bottiglia è la stessa ma le capsule sono diverse, come mai?

La capsula amaranto identifica l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena AFFINATO e la capsula oro l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena EXTRAVECCHIO.

Cosa significa “AFFINATO”?

L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena “AFFINATO” è un prodotto che ha almeno 12 anni di invecchiamento e che ha superato l’esame organolettico della commissione di esperti degustatori della Camera di Commercio ed ha ottenuto un punteggio superiore ai 229 punti.

Cosa significa “EXTRAVECCHIO”?

L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena “EXTRAVECCHIO” è un prodotto che ha almeno 25 anni di invecchiamento e che ha superato l’esame organolettico della commissione di esperti degustatori della Camera di Commercio ed ha ottenuto un punteggio superiore ai 255 punti.

Se un prodotto è denso significa che è buono e invecchiato?

Non necessariamente. La densità è una delle caratteristiche più facilmente ottenibili, al di là dell’invecchiamento e della qualità del prodotto, perciò è uno di quei parametri che possono facilmente ingannare gli inesperti. Sono ben altre le qualità dell’ABTM dal punto di vista visivo, e soprattutto olfattivo e gustativo.

Quali e quanti additivi vengono aggiunti al mosto cotto nella produzione? Caramello? Liquirizia? Coloranti? O altri?

Nessuno! Il solo ingrediente permesso dal disciplinare di produzione è il mosto cotto ottenuto dalle uve autoctone del Lambrusco e del Trebbiano, il disciplinare di produzione consente solo l’innesto di fermenti e acetobatteri provenienti da precedenti lavorazioni.

Il caratteristico sapore agrodolce da cosa è dato?

Dalla naturale fermentazione, lenta acetificazione e progressiva concentrazione del solo mosto cotto di uve modenesi che viene poi lasciato invecchiare in vaselli di legni pregiati per lunghissimo anni.

E’ possibile sentire un retrogusto di ciliegia?

Sì, è possibile, tale fragranza proviene dal legno con cui è stato costruito quel o quei determinati barile che ha trasmesso il loro profumo e sapore all’ABTM nel lento e complesso affinamento degli anni di invecchiamento. In questo caso tale sapore è dato dal barile in legno di ciliegio.
Questi sapori, apportati dai legni, è importante che si sentano, ma non debbono sovrastare i sapori tipici del balsamico.

Tutte quelle confezioni a basso costo che si trovano sul mercato che riportano la parola Balsamico cosa sono esattamente?

Quelle non contengono certamente Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP.
Visto il business sui prodotti Balsamici DOP e IGP, produttori senza scrupoli usano le parole (Condimento, Aceto, Balsamico, Modena) per commercializzare prodotti molto diversi senza nessuna tutela o garanzia per il consumatore, tutto questo trae in inganno e creare molta confusione.