Blog : la tradizione

Acetaie aperte 2014

Acetaie aperte 2014

Anche quest’anno le acetaie de La Tradizione vi aspettano il 28 settembre per entrare in prima persona nel mondo dell’aceto balsamico tradizionale di Modena.

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Un’occasione unica per vedere da vicino come viene prodotto l’Elisir Balsamico.

Durante le visite potrete degustare l’Aceto e godere di un tour guidato.

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Iscrivetevi mandando una mail a marketing@cucinasemplicemente.it

Premiazione secondo contest in collaborazione con Cucina Semplicemente

Premiazione secondo contest in collaborazione con Cucina Semplicemente

Mercoledì 30 luglio 2014, presso l’Osteria I Capitelli di Brescia ha avuto luogo l’attesa premiazione della blogger Patrizia Vendramin risultata vincitrice del secondo contest di Cucina SemplicementeLa Tradizione in cucina” realizzato in collaborazione con Acetaia La Tradizione di Modena.

La vincitrice ha avuto la possibilità di realizzare la sua ricetta con lo chef Luca Caccaro, il titolare dell’Osteria I Capitelli.

Dopo la premiazione e la realizzazione della ricetta i partecipanti hanno avuto modo di gustare questo piatto squisito, frutto della collaborazione tra Cucina Semplicemente, Acetaia la tradizione e la blogger Patrizia Vendramin.

All’evento hanno preso parte anche Mirco Casari titolare di Acetaia La Tradizione, Francesco Agostini e Nicol Pini di Cucina Semplicemente e altre blogger.

Di seguito riportiamo la ricetta vincitrice del contest che vi invitiamo a realizzare anche a casa vostra.

premiazione secondo contest - ravioli

“Caprese in ravioli e perle di aceto balsamico”

Ingredienti per 20 ravioli:

·         150 g di sfoglia all’uovo

·         20 foglioline di basilico

·         50 g mozzarella di bufala affumicata a dadini

Per i pomodorini caramellati

·         10 pomodorini ciliegino

·         20 g olio evo

·         sale, pepe, zucchero di canna

Per la vellutata al basilico:

·         30 ml latte freddo

·         15 g farina di riso

·         120 ml latte caldo

·         6 foglie di basilico

·         sale e pepe bianco

Per le perle di aceto balsamico:

·         20 ml di acqua

·         20 ml di aceto balsamico di Modena IGP De “La Tradizione”

·         60 ml di olio di semi

·         una punta di cucchiaino di agar agar

 

Mettere l’olio di semi in una ciotola di metallo e mettere nel congelatore per almeno un’ora.

Nel frattempo in una padella scaldare l’olio, adagiare i pomodorini lavati, asciugati e tagliati a metà, dalla parte del taglio. Cuocere a fuoco delicato per 5 minuti, cospargere con lo zucchero di canna facendolo sciogliere, regolare con sale e pepe e fare raffreddare.

Tagliare la mozzarella di bufala a dadini.

Preparare la vellutata facendo sciogliere la farina di riso nel latte freddo, aggiungere al latte caldo e cuocere per un minuto. Aggiungere le foglie del basilico tagliate e frullare con il frullatore ad immersione. Passare con un colino a maglie fini per ottenere una salsa liscia e tenere da parte.

Comporre i ravioli: tagliare la sfoglia in rettangoli di 12 cm. per 6 cm. posizionare una fogliolina di basilico, la mozzarella di bufala affumicata e sopra mezzo pomodorino caramellato. Inumidire i bordi della pasta e chiudere formando un quadrato, facendo attenzione a fare uscire tutta l’aria per evitare che in cottura il raviolo si gonfi e si apra.

In un pentolino scaldare l’acqua e l’aceto balsamico, sciogliere la polvere di agar agar senza formare grumi e fare cuocere per due minuti. Lasciare intiepidire per un minuto quindi togliere l’olio dal congelatore e con una siringa senza ago fare cadere delle gocce di purea di aceto nell’olio freddo. Recuperare velocemente le perle e metterle in un colino finché si è esaurita tutta la purea. Sciacquare delicatamente le perle con acqua fredda e tenere da parte in una ciotola (si possono conservare in frigo per otto ore circa).

Portare ad ebollizione dell’acqua in una casseruola, immergere i ravioli e cuocere per due minuti. Scolarli e velarli con un goccio di olio evo.

Comporre il piatto posizionando la vellutata sul fondo, adagiare sopra i ravioli e finire con le perle di aceto balsamico.

 

Lorenzo Del Pietro

Contest “La Tradizione in cucina”: ecco chi ha vinto

Contest “La Tradizione in cucina”: ecco chi ha vinto

Il contest indetto dal magazine on line Cucina Semplicemente in cui la protagonista indiscussa dei piatti era la Gelatina di Aceto Balsamico La Tradizione è giunto al termine.

Grazie alla grande adesione da parte dei food blogger italiani, abbiamo ricevuto oltre 40 ricette.
La nutrizionista dott.ssa Veronica Nardi e lo Chef Beppe Maffioli hanno decretato il vincitore anche se la scelta non è stata facile vista la varietà, la quantità e la qualità delle ricette che abbiamo ricevuto.
Visti gli abbinamenti curiosi e la qualità della ricetta, ha vinto Filomena del blog “Io cucino così” con lo Strudel di mele con noci, fichi secchi e gelatina di balsamico.
Vi lasciamo la ricetta in caso vogliate provarla.

Ingredienti per uno strudel di mele lungo circa 30cm

Per la pasta matta

125 gr di farina 00
75 gr di acqua
10 gr di olio di semi
1,5 gr di sale

Per il ripieno

3 mele renette o golden (circa 500 gr)
2 cucchiai di Gelatina all’aceto balsamico di Modena IGP “La Tradizione”
50 gr di noci
100 gr di fichi secchi
50 gr di zucchero di canna
30 gr di burro
50 gr di pangrattato
1 cucchiaino abbondante di cannella in polvere
1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata (utilizzate limoni non trattati)

Per la finitura

1 uovo
zucchero di canna qb
cannella qb
zucchero a velo qb (opzionale)

Preparazione

 

collage-strudel

Preparate la pasta matta mescolando in una ciotola o nella planetaria la farina, il sale e l’olio e poi aggiungendo poco alla volta l’acqua (1) fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio (2). Formate un panetto e riponetelo a riposare in frigorifero per almeno un’ora in una ciotola leggermente unta di olio e coperta con pellicola.

Nel frattempo preparate il ripieno. Lavate e sbucciate le mele, eliminate il torsolo e tagliatele a piccoli cubetti (3). Spezzettate grossolanamente le noci, dopo averle sgusciate naturalmente, e tagliate in piccolissimi pezzetti i fichi secchi. Versate i cubetti di mela in una ciotola e mescolateli insieme alle noci, i fichi, lo zucchero, la cannella, la scorza di limone, il pangrattato ed il burro sciolto (4). Riponete in frigorifero per tutto il tempo di riposo della pasta matta.

Trascorsa un’ora abbondante prendete l’impasto e disponetelo su un foglio di carta forno che avrete steso sul piano di lavoro e stendete l’impasto con il matterello ad uno spessore di circa 2mm (5). Poiché l’impasto è piuttosto appiccicoso vi consiglio di infarinare il matterello oppure di adagiare sopra un altro foglio di carta forno in modo che la pasta non aderisca al matterello. Quando avrete ottenuto una sfoglia piuttosto sottile ed un rettangolo di circa 20x30cm spennellate su tutta la superficie la gelatina di aceto balsamico, lasciando 3 cm vuoti lungo il perimetro (6). Disponete al centro la farcitura di mele (7) ed aiutandovi con la carta forno richiudete lo strudel, prima piegando verso l’interno i lati più corti come un fagottino e poi arrotolando il lato lungo (8), tirando la pasta se necessario perché risulta molto elastica e non dovrebbe rompersi. Richiudete per bene lo strudel, capovolgetelo in modo da sistemare la chiusura a contatto con la carta forno (9), spennellate la superficie con l’uovo interno e cospargete con abbondante zucchero e cannella precedentemente mescolati.

Cuocete in forno statico a 180° per circa 30/40 minuti, fino a leggera doratura. Lasciate raffreddare lo strudel di mele prima di servirlo e cospargete di zucchero a velo se vi piace.

strudel-mele-gelatina

Acetaia La Tradizione è su Facebook!

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Facebook è ormai entrato nella vita di tutti i giorni della maggior parte delle persone, e anche delle aziende, utilissimo perché permette di mantenere rapporti diretti e immediati con i propri clienti, tenendoli aggiornati su tutto ciò che riguarda la propria attività.

Anche Acetaia La Tradizione è recentemente entrata in contatto con questo moderno modo di rapportarsi con gli altri,  nella speranza di ampliare i propri orizzonti e di far conoscere i propri prodotti di altissima qualità ad un numero sempre maggiore di persone, sia in Italia che all’estero.

Vi invitiamo a visitare la pagina e a continuare a seguirci, grandi novità in arrivo!

Parlano di noi…

Parlano di noi…

Tutti parlano di noi!

Sul magazine on line Cucina Semplicemente, è stato scritto un articolo dedicato all’Acetaia La Tradizione.

Qui sotto un piccolo estratto.

“L’Aceto Balsamico Tradizionale  di Modena DOP ha una lunga tradizione che inizia attorno all’anno 1000 e giunge fino a noi praticamente inalterata. Le ampolle contenenti il pregiato liquido venivano date in dono a re, nobili di altre città ed a intellettuali e costituivano anche la dote delle fanciulle in età da marito. Nei secoli scorsi l’aceto balsamico era conosciuto principalmente per le sue proprietà medicamentose ed afrodisiache, mentre l’uso in cucina è stato introdotto solo recentemente.

L’Aceto Balsamico Tradizionale Modena nasce grazie ad un lento processo di fusione tra la nature ed i suoi elementi e, sotto il vigile controllo dell’uomo, viene trasformato il succo dell’uva. L’uva, il clima, le diverse essenze delle botti in legno che le contengono e la collocazione dell’acetaia sono gli elementi fondamentali che danno vita al famoso aceto.

Le uve utilizzate per la preparazione dell’aceto sono quelle tipiche della provincia di Modena: il trebbiano di Spagna, il trebbiano modenese ed i lambruschi. Da queste uve si ottiene il mosto che viene cotto per ore sul fuoco. Il clima modenese è quello ideale per la maturazione ed un invecchiamento corretto dell’aceto. Molto importanti sono soprattutto le botti in legno che compongono la batteria: questa è un’insieme di 5 o 7 botti – dette anche vaselli – di rovere, ginepro, ciliegio e gelso che hanno diverse capienze. Si parte dalla botte più grande per arrivare al vasello più piccolo, dove si ottiene il prodotto migliore, grazie a numerosi travasi e rincalzi annuali. Il luogo ideale di conservazione di queste botti è il sottotetto.

Inizialmente il mosto viene cotto a “fuoco diretto e a vaso aperto” per diverse ore, fino a raggiungere una concentrazione di circa il 50%. La cottura avviene quasi contemporaneamente al momento della pigiatura.”

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